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February 22 sentendo i brividi corrono più veloci dei pensieri, attraversano il corpo come testimonianze sensibili di emozioni fluttuanti parole silenziose che esprimono l'esperienza completa del sentire l'altro attraverso noi stessi. sentire sentire nel petto la voglia di fare sentire le ali sbattere dentro sentire un richiamo e riconoscere l'odore di labbra molli e sensuali forme sentire l'anelito di un soffio di vita nell'aria fredda che blocca la primavera sentire per presagire ascoltare quel che sarà stare sulla linea di partenza aspettando lo sparo e piena di vita non resistere e partire! December 17 oggi se fosse domani sarebbe più fitto sarebbe cosciente dell'oggi passato se fosse già stato sarebbe finito sarebbe svuotato o forse riempito... sarebbe un ricordo un rimorso o un sorriso distratto sarebbe già fatto... sarei prigioniera o forse più libera sarei la regina o un'ape qualsiasi sarei laboriosa o forse sconfitta sarei ma io sono... quello che sono. oggi bianca la neve sotto la pelle un cuore gelato da mattine di inverno piove sempre più fitto e scorrono i pensieri martellano le certezze fermo distratto un flebile richiamo carezze e poi basta un baratro una luce lontana buio freddo e fermato nel tempo d'inverno in una sera qualunque... volando le bianche mani e le lenzuola logore le piccole mani e le pagine aperte un viso scorto a metà e il cavallo con in groppa i sogni sospiri pensieri e giudizi duri come segreti come diari come pensieri prigionieri di me troppo piccola troppo codarda e mentre sogno apro gli occhi per non perdermi in me... December 03 il dolore il dolore è negli occhi di chi guarda il dolore è negli occhi di chi ascolta il dolore è negli occhi come una lacrima morta e inarida che puzza soltanto senza vita il dolore è nelle mani nella presa di chi non molla il dolore è nelle mani nella carezza di chi non ti tocca il dolore è nei pensieri quando sono tanti in un secondo solo quando si trasformano in un desiderio che diventa un volo il dolore è tra le cosce troppo strette per sentir piacere il dolore è nelle vene se da esse sgorga sangue invece di circolare il dolore è nei polpacci se sono tesi in calci mai partiti il dolore è nello stomaco quando vomiti la tua vita il dolore passa tra le membra e di esse si impossessa il dolore si impossessa di me e io rimango inerme a fargli giocare la mia vita dopo averla abbandonata. November 30 ohibò Palle piene e tetti spioventi manio sporche di vernice e cariati i denti. canta la pernice e tonfa il gatto che cade dal quarto piano ronfa se rimane acciambellato nel letto questa è la mia pazzia questo è il mio diletto. November 22 amore che vieni amore che vai di stelle distese ne guardo a bizzeffe... le vedi sdraiate sul manto del cielo... le vedi da sempre ci sei abituato... e quando una cade rimani stupito... e penso alle stelle al cielo dipinto mentre rifletto su una storia che lascia il suo cielo il suo per sempre stampato sulla testa di tutti che lo danno per scontato che rimanga nel cielo e finisce un amore o cambia formato diventa dolore attraversando il passato i ricordi i sogni le promesse già accese che si spengono di notte quando fa più paura mi spiace... davvero sotto la pelle e nel mezzo del petto vibro sopiro senza rimedio penso tra me e me: "Quei giorni perduti a rincorrere il vento piangoPiango lacrime altrui... sento l'angoscia fermarsi nel petto... sento i sielnzi gli sguardi e i ricoldi sento la pelle composta di strati e sotto ciascuno nascondo sopiri che spezzino il rumore sordo di un castello che cade di sogni infranti da un futuro non fedele al passato. cadono le certezze muoiono le abitudini si sfaldano le paure per disperdersi nel soffio del vento come racconti profusi come misteri dischiusi che lasciano la mente e si perdono nel mondo. mi spiace... November 17 il silenzioin silenzio mi accingo e in silenzio abbandono... e come una culla attaccata al soffitto oscilla va e torna e resta sospesa come una spada se cade mi uccide o forse mi desta.. il pianto di un bimbo occhi spalancati e un pianto in gola... rimbomba e io esplodo... o no? November 04 ...non esisto... ...finalmente... finalmente non esisto... finalmente.... non ci sono... è bastato un solo click... e non esisto. non esisto... mi sono cancellata... ma perchè è così difficile nella vita reale? come loè intrattenere amicizie e lasciarsi andare... non esisto e non mi trovo... e per quanto io mi cerchi... non mi trovo... October 04 l'uovo del mondoil sapore il sapere afferrare e digeririre cogliere e mostrare... il teatro di una sconfitta un battaglia senza vincitori due parole in fila e qualche lettera alla rinfusa... un giorno bussò alla mia porta la confusione, aveva un pacco in mano con tanto di nastrino, ma era scoperchiato tant'è che il contenuto usciva fuori dal pacco e si diperdeva tutto in torno i fiotti di parole, immagii, colori, buchi neri, coccodrilli, scoiattoli, barattoli, alberi secchi e foglie pestate a poltiglia... era un andirivieni di profumi, talmente fitti da intasare le narici, mettere radici nell'olfatto e diventare ricordi densi nascosti dietro al vago. scusa mi dissè: tu chi sei? io stupita, carpita e derubata dell'attenzione che un attimo prima avrei potuto giurare di possedere, mi ritrovai nuda, fredda e accovacciata tutta intenta a seguire una formica... questa era veramente strana, perchè era sul dorso variopinta, e l'insieme dei colori era anche cangiante così che tu, in quell'esserino minuscolo e veloce inutilmente cercavi una costanza d'essere. appariva e scompariva sotto quell'ammasso di sostanze tra le quali sceglieva le più ghiotte per farne provviste per l'avvenire. come si chiama? ribbattè la confusione... io persa nel percorso contorto della formica variopinta mi accesi una sigaretta finitami in mano chissà in che inaspettato e sconosciuto modo, e d'un tratto mi ritrovai con gli occhi nei suoi occhi. erano neri e raggrinziti, come un'oliva cotta dal sole, erano così piccoli e affaticati che mi stancai io stessa nel volerli fissare per un minuto intero... e dopo che ebbe scordado il filo del mio discorso, mi ritrovai a masticare delle prugne che rilucevano in bocca, dal naso e dagli orecchi come se nel momento della masticazione, disfatta la forma esterna, un'essenza strana si diffondesse senza possibilità di contenimento. mi si illuminò un immagine, nel cervello, come un dipinto, un basso rilievo, realizzato sui nervi e con la materia grigia: era un paesaggio di montagna con tanto di slittini e renne, qualche suono di campana e un san bernardo a dieta e triste. poi sopraggiunse un maialotto grasso con il fiocchetto al collo e la bombetta in testa, questo camminava zompettando che si credeva di essere un coniglio. d'istinto gli diedi la mia sigaretta e quello tutto stizzito disse "ecco dove era finita, villano!" sempre più stupita ma accecata nella mente mi ritrovai a dondolarmi in un giardino immenso, con così tanti fiori da poter sentire ad ogni dondolata un profumo diverso e distinto come messo in riga da madre natura e tutto orgoglioso della sua unicità. ad ogni oscillazione che ebbi fatta tra quegli olezzi particolari, mi sembrò di ferire l'aria che all'improvviso una pioggia di sangue mi ricoprì e prese a scorrere un fiome da una collina chenon avevo visto. arrivato a valle divenne blu, di un blu intenso come non ne avevo visto mai, e allora mi persi ancora, e all'improviso intorno a me c'erano solo ghiacciai e animaletti buffi marroni e rossi, con un nasino inaspettatamente verde e muti, silenziosi senza capacità di emettere suono. all'improvviso il silenzio. ma per un attimo una frazione di secondo un lampo buio... l'oscurità e mi ritrovai in un tunell, lungo quanto un respiro, quanto un sospiro nel fondo dell'oceano, quanto un segreto mai confidato... chi sei? incalzò? io non risposi perchè avevo troppe immagini in testa... e un nome non sarebbe servito, non sarebbe bastato, allora la invitai ad entrare ci sedemmo sul divano, mentre dal pacco senza coperchio continua ad uscire materia composta in oggetti, raggi di luce e colore, odori, puzza, materia liquida o putrefatta, cristalli e pensieri, usciva di tutto, così fermammo la scena di un film e una volta tolta la cornice le spazio diventò infinito, pregno e fecondo. come un uovo del mondo. September 22 buon giorno bagni di paure asciugati da una tempesta di nuove emozioni... segreti... segreti nascosti in sorrisi di pietra: mentre temo di esser scoperta... paura di essere quello che sono... e voglia di essere quello che sono... uno sguardo al passato uno sguardo al futuro mentre il presente mi sembra straniero. mi sento straniera dentro di me scatto le foto e le riguardo la sera scopro parole scritte di lacrime guardo più a fondo e vi riconosco la gioia. tremo tormento la mente e mi tormenta il mio petto. ascolto il mio silenzio anche da sola mi guardo allo specchio senza parola son io forse no rispondo ballando e rimando a domani l'eterna questione sigillata e protetta spedita senza destino e ritornata al mittente, ogni mio mattino. June 29 coraggio o voglia di vivere?mah... sono a casa... al nido... e mi sento un uccellino baganto senza piume... mi viene di pensare all'altro giorno, che paolo e angela dicevano che è strano, e che non lo preferiscono, scrivere di sè su una pagina pubblica. se ci pensate è strano... a seconda di cosa si scrive... a seconda del perchè... di come si concepisce questo spazio... per me è come uno spazio enorme ed inesplorato... forse il mio Io diciamo le viscere, l'aria flautolenta, i sogni, le speranze, le aspettative incistate nelle paure, i segreti che sono tali anche a me, il mondo che non vedi con gli occhi, ma che da dentro arriva a scorrerti sotto la pelle per farti rabbrividire e poi scintillare di lacrime calde, o fredde se la pelle bolle, quando i brividi rimangono nel cuore, e il battito accelera che ti sembra di scoppiare... e insomma... vi stavo dicendo per me questo spazio è il mio dentro in cui però posso gridare quello che non sempre mi arriva anche se sono io stessa a inventarlo... sì. avete presente tutte quelle emozioni che vi accompaganno da sempre che poi finite per pensare che sia il vostro temperamento? e allora gira la cazzata che io sia timida... triste... sempre pensierosa..."carmè... non pensare toppo" me lo hanno detto un po' tutti di pensare di meno, ma io non ci riesco... ma tra i tanti pensieri... io stessa mi scordo di pensare a quelle emozioni, così familiari che penso facciano parte di me stessa, come un braccio, una camba, come i polmoni... e invece no, cari amici... non è così... o almeno secondo me non è così: il temperamento? una cazzata! una enorme cazzata... come quando io dico che sono triste per il tempo... un'altra cazzata... ma alla fine uno ci puo' essere portato per carattere a dire cazzate... il carattere? un'altra cazzata! e insomma oggi avevo voglia di gridarmi dentro sulla consistanza massiccia e pur inefffabile delle cazzate.... forse... o forse avrei voglia di incazzarmi fuori... cari amici non lo so... so che sono qui... a sentire quelle emozioni che scorrazzano sotto la pelle, così tanto velocemente da volerne incollare qualcuna su questo foglio virtuale, prima che la mia pelle si buchi e che queste scintillino non di lacrime, ma di sangue, dall'anima all'aria, senza soluzione di continuità... anche se sospiro così tante volte che è piou' facile il processo inverso... forse c'ho le bollicine di sospiri nel sangue, forse non sono grassa ma gonfia... e perchè scrivere tutte quest puttanate sul blog... per evitare di esplodere... spruzzare sangue... perchè forse se le mie parole arrivano a qualche sconosciuto, questo me le porta in giro per il mondo e viaggio anch'io... e allora buon viaggio a tutti e vhi non ha il coraggio: lo trovi! June 18 un saluto ad ettore che mi annusa i piedi, e miagola di protesta perchè guardo questo schermo invece che la sua faccia buffa. passano i giorni e la mia vita sembra sempre uguale, a chi mi osserva ma non mi chiede... se qualcuno mi chiedesse "cosa fai?" senza paura che la domanda possa essere inutile e ridondante perchè gli pare che non faccio nulla di nuovo rispetto a ieri, o a ieri l'altro, se quel qualcuno trovasse lo slancio per la domanda e lasciasse lo spazio per la risposta, forse si creerebbe un posto per l'incontro... e lì parlerei di come le cose cambiano anche se sembrano uguali perchè cambia il tuo punto di vista e cambia il senso che gli dai... ho amato mia madre al punto di prendere il posto di mio padre ho odiato lui perchè mi ha permesso di farlo e poi entrambi perchè non si sono resi conto che stavo male per dare voce ai loro silenzi... e ora... ora sono qui ferma... tra il mio passato che conosco a menadito e il mio futuro che a stento riesco a intravedere... e cosa posso dire... forse che le emozioni tingono i pensieri e se ce ne sono troppe in un momento solo, si mischiano e diventa tutto nero... ma quando e se riesci a intravederle tutte a riconoscerle a capirle ti ritrovi davanti l'arcobaleno... è strano sembra una favola sdolcinata nel suo lieto fine, il punto è che la favola non è finita... potrebbe essere, se vi va... metafora della vita che in fondo una favola è, ma non ha sempre lo stesso finale, e soprattutto cambia se la sai raccontare... June 11 SI PUO' FAREProgetti fatti a stento... o in pieno entusiasmo dilagante. in silenzio... o ad alta voce e in coro. progetti, come mondi paralleli e pur possibili, come chimere che possono diventare realtà. sogni, desideri e incertezze dipinte sulla stessa tela. e' strano ritrovarsi a costruire, spingendo noi stessi per evitare di fermarci è strano condividere paure senza dirle ad alta voce, oppure sentirle raccontare con scenari meno aspri per lasciare germogliare speranze, bagnate di lacrime di gioia e malinconia per quello che non si è mai avuto, che ha abitato solo i sogni piu' privati, i giardini di ciascuno, recintati fino al cielo e all'improvviso spenti, perchè nascosti anche al sole è strano... progettiamo eppure abbiamo tutti tanta paura di progettare perchè non siamo abituati a farlo e di fallire... perchè non pensavamo di meritarlo... mi sono svegliata una mattina ..."con i sogni mezzi aperti" e raccontandoli ad un Angelo sono diventati progetti di una realtà abbastanza lontana da non fare paura, ma così vicina da rabbrividire d'emozione indefinibile. capita. ma io non lo sapevo. Credo che la vita non sia prorpio così malaccio... e ho paura... paura che tutto questo possa dissovvelsi in un nulla ma in tanto sorrido e spero e leggo tra le righe di tristezza di paure di dolcezza di forza di amore... e allora dico... si puo' fare! May 19 Che ora è?E le paure si dissovono in un momento come mostri che smembrandosi creano un gioco di colore come se il sangue da infinito simbolo di morte assurgesse a speranza di vita come se nello smembramento di tutte le certezze fosse possibile finalmente costruirne delle nuove e mentre cammino barcollo per la gioia e per la voglia di fare mano nella mano con i miei mostri provati dall'impatto con l'aria da tanto evitata densa da puzzare di profumi. E' l'ora! April 10 noiLe mie piante muoiono che le annaffi oppure no. e come se ci fosse veleno nelle mie mani. e quello che tocco muore quello che non raggiungo cresce come un magone come un nocciolo marcio dentro e pure duro, come me che non mi tocco mai... a volte penso che non esisto, perchè tutto ha lo stesso sapore e io ho la nausea di esistere... tutto è vacuo e anche l'involucro non vale granchè... delle volte immagino che non c'è nulla e mi stupisco a pensare che nulla ci sia, nel senso che inutilmente lo faccio perchè non ce ne è motivo è come se con i miei pensieri perpetuassi il nulla il vano l'inulile e non sto parlando di me... per quanto questo discorso, senza entusiasmi si potrebbe pure affrontare... non so che dire in verità... mi viene da piangere ma non credo di soffrire e che me mi hanno proprio programmato male e quindi piango per noia per riempire le giornate ma non credo di soffrire eppure questa disperazione che ritrova in se stessa il senso del suo esistere mi è familiare è come un letto scomodo in cui trascorrere la solita notte insonne. il rifugio la casa le certezze il domani il passato e un salto nel vuoto improvviso io ho paura che tutto finirà presto sento che qualcosa si è rotto penso si sia rotto in te ma credo che non si ricucirà. forse dovrei pensare a quello che sento io... ma a questo punto forse... io lo so. so tante cose ma valgono solo per me... questo è il punto le mie motivazioni non ti interessano piu' vorresti solo una nuova carmela che non c'è e forse non ci sarà... perchè non ci sono maschere pronte e per costruire un personaggio nuovo ci vuole tempo "piccoli atti di fede" mi servono... tempo mi serve... e tu non ne hai del tuo per me... ti sento distante anche quando sei qui... addio passato... e per il domani non so... e vado...Non voglio nulla
e nulla chiedo
attendo sulla soglia di una porta mai costruita
con le chiappe strette per restare in bilico
su una finzione
un confine tracciato
con del gesso che era avanzato...
ma se soffiasse il vento
o se passasse qualcuno
per sbaglio
di quella traccia non rimarrebbe nemmeno il ricordo
perchè io non la ho mai sorpassata
nè ho mai voluto farlo
e se venisse a mancare
già troverei un nuovo limite
da non superare...
e basta un autobus
con il suo itinerario definito
un copione mille volte recitato
e perdo la voglia di viverla
questa inutile pagliacciata...
in fondo sono infelice
e in superficie?
si respira meglio...
ma a me non piace nuotare
mi stanco
mi annoio
preferisco
fare il morto a galla e lasciarmi trascinare
dalla corrente
magari lontano
rischiando
e sperando
di non poter ritornare... ionon trovo pace
e se la trovassi non credo
che di riconoscerla sarei capace.
tutto quello che accade è come
terra arsa
sterile
io mi chiedo perchè
ma in fondo non attendo risposta
vago
ma la mia anima misura poco piu' di un metro quadro
e mi annoio
e anche se ho montato qualche specchio
qua e là
sempre angusta rimane.
E mi angoscio
senza sapere perchè
non vivo perchè in fondo non mi va
e non c'è un dolore che abbia un nome
o una rogione
che mi spinga in un dove
aspetto il verdetto finale
mi auguro che sia una condanna
e intanto piango. March 13 mi odio e mi accantono e mi accascioParlo di quello che è stato,
di quel che sarà
di quello che esiste
ma che è fermo a metà
sospeso e pesante
fermo e pur vagante
come un pensiero mai confessato
come un reato
come eresia
come poesia
come me adesso seduta
e pure in giro
ferma soltanto perchè devo
perchè non posso
o forse non sono capace
di essere altrove dove mi piace
dove i pensieri non sono di alcuno
ma vivono e crescono
senza paura
dove se aspetti
sorridi
e e ti siedi
ma comunque qualcosa
pria o poi la chiedi
e se la ottieni e figlia tua
si veste e si spoglia
o balla a mezz'aria
sospinta dal vento da un fiato sottile
che taglia i ricordi e mi lascia a pensare.
a volte ricordo
e narro e mi ascolto
ma il mio è un parlare in silenzio
ad occhi acciecati,
dalla luce,
dal buio
dal fumo pesante,
denso da sembrare una marea...
come un fiume
l'asfalto
come il cemento
ancora molle
come il cemento indurito
e scorre la mia vita,
non come l'acqua,
e non come quella tanto cara ad eraclito
ma come un fiume impastato di sabbia e cemento
che si secca e mi uccide
mi blocca
il corpo e il respiro.
February 21 io La cosa piu' bella per me... sono i colori... e che si trovano ovunque mi giro... la cosa piu' brutta per me... è quando vedo tutto buio... forse perchè guardo dentro di me... January 16 amore...ho vissuto amori disperati e disperanti
che riempivano le mie giornate di strazi
e aneliti infiniti
ho vissuto passioni struggenti
quanto noiose
a raccontarle
monotono copioni di amori non ricambiati
e sogni soffocati
negli angusti luoghi
delle mie speranze sempre piu' nascoste.
adesso vivo un amore così
pieno
e vivo
come il seno di una mamma che allatta un bambino
rubicondo e vispo...
è così gratificante
ma al tempo così vero...
così tangibile
che non ho disperazione dietro cui nascondermi
è così reale da non potergli mentire...
TI AMO AMORE.
oggiio, quello che sono, e quello che non è, ma suona meglio di me, stonata. |
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